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Articolo: Part-time agevolato in vista della pensione – problemi applicativi

approfondimento di Eufranio Massi per Ipsoa Quotidiano

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“Potrebbe essere definito “part-time agevolato ma rigido” il contratto stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore per l’accompagnamento alla pensione di vecchiaia, con riduzione della prestazione lavorativa, dei dipendenti in possesso di specifici requisiti. La trasformazione agevolata in un rapporto a tempo parziale è, infatti, subordinata all’esistenza di un contratto a tempo pieno ed indeterminato ed è possibile solo su base volontaria, presupponendo l’accordo con il datore. Soggetti interessati sono i dipendenti del settore privato e degli enti pubblici economici, compresi gli studi professionali.

Con tre articoli contenuti nel Decreto Interministeriale del 13 aprile 2016 il Governo ha dato il via alla procedura amministrativa che permetterà, su base volontaria, l’accompagnamento alla pensione di vecchiaia, con riduzione della prestazione lavorativa, di un certo numero di lavoratori in possesso di specifici requisiti.

Nella sostanza, si è data attuazione a quanto previsto nell’art. 1, comma 284, della legge n. 208/2015 che, pur senza nominarla, vuole, in un certo senso, favorire la c.d. “staffetta generazionale” ed agevolare una uscita graduale dal mondo del lavoro dei dipendenti più anziani.

Ma, andiamo ad affrontare l’argomento oggetto di questa riflessione sia alla luce di ciò che ha detto il Legislatore, che di quanto contenuto nel D.M. , avendo l’accortezza di sottolineare come, per alcune questioni che si affronteranno sarà opportuno attendere gli orientamenti amministrativi del Ministero del Lavoro e dell’INPS.continua la lettura


Source: Dottrina del Lavoro

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